Esercizi per l'afasia da fare a casa: guida pratica per familiari

Guida per familiari: cos'è l'afasia, come parlare con la persona e sei esercizi da fare a casa, uno per ciascun percorso di AfaSys.

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente qualcuno che ami ha avuto un ictus, un trauma o un altro danno al cervello, e da un giorno all'altro fatica a parlare, a capire, a leggere o a scrivere. Si chiama afasia. Fa paura, ma non è la fine di una vita: è l'inizio di un percorso, e tu puoi fare molto per accompagnarlo.

Questa guida spiega cos'è l'afasia in parole semplici, come cambiare il modo in cui parli con la persona, e sei esercizi da fare a casa con carta e oggetti di tutti i giorni, da concordare con il logopedista. Non sostituisce il logopedista: lo affianca.

Preferisci averla su carta? Scarica la versione stampabile in PDF: gli stessi contenuti, impaginati in A4, con i sei esercizi uno per pagina.

Cos'è l'afasia (e cosa non è)

L'afasia è un disturbo del linguaggio causato da una lesione nelle aree del cervello che lo gestiscono, quasi sempre nell'emisfero sinistro. La causa più frequente è l'ictus; altre sono i traumi cranici, i tumori e alcune malattie neurodegenerative.

L'afasia non equivale a una perdita d'intelligenza. La difficoltà a parlare o a capire le parole non permette, da sola, di giudicare ciò che una persona sa o pensa. La lesione o la malattia che causa l'afasia può però associarsi anche a difficoltà di memoria, attenzione o altre funzioni: queste richiedono una valutazione specifica. Rivolgiti alla persona come a un adulto, rispettando le sue opinioni e aiutandola a esprimerle.

Non tutte le afasie sono uguali. In modo molto semplificato:

Queste descrizioni sono orientative: esistono altri profili e forme miste, e le difficoltà possono cambiare nel tempo. Neurologo e logopedista valutano il quadro individuale; il nome del tipo di afasia, da solo, non basta a scegliere gli esercizi.

Le prime settimane: cosa aspettarsi

Questa sezione riguarda soprattutto l'afasia dopo ictus. Nei primi giorni e mesi possono esserci miglioramenti anche spontanei, legati ai processi di recupero del cervello. I cambiamenti sono spesso più rapidi nei primi mesi, ma non esiste una scadenza uguale per tutti. È utile avviare presto il percorso con i professionisti, adattandolo alle condizioni della persona.

I progressi possono continuare anche a distanza di anni dall'ictus. Gli studi sul lavoro logopedico indicano che quantità, frequenza e adeguatezza delle attività possono influire sugli esiti. A casa, la pratica concordata con il logopedista può dare continuità al percorso, rispettando interessi, disponibilità e fatica della persona.

Non esistono tempi standard né risultati garantiti: contano, tra gli altri fattori, la causa, la gravità iniziale, la sede e l'estensione della lesione, la salute generale e l'accesso al supporto professionale. Nelle afasie primarie progressive il decorso è diverso: le difficoltà aumentano nel tempo e il supporto mira anche a mantenere la comunicazione e ad adattarne gli strumenti. Le aspettative di recupero dopo ictus non si applicano automaticamente a queste forme.

Come parlare con chi ha l'afasia

La comunicazione quotidiana è una parte importante della vita con afasia. Questi suggerimenti possono facilitare gli scambi: scegli con la persona e con il logopedista quelli più utili, senza trasformare ogni conversazione in un esercizio.

Sei esercizi da fare a casa

Questi sono esempi di attività da scegliere e adattare con il logopedista, non un programma valido per tutti. Concordate obiettivi, materiali, aiuti e durata. Non occorre svolgerli tutti né seguirli nell'ordine della pagina. La persona deve poter scegliere di partecipare, fare una pausa o fermarsi.

  1. Durata e frequenza personalizzate. Concordate momenti sostenibili, anche di pochi minuti, e fermatevi se compaiono stanchezza o frustrazione. I tempi e le quantità riportati sotto sono esempi modificabili, non traguardi da raggiungere.
  2. Difficoltà adeguata allo scopo. Non esiste una percentuale di risposte corrette adatta a ogni attività. Anche riuscire con facilità può essere utile per familiarizzare o usare una richiesta quotidiana. Se le difficoltà sono frequenti, chiedi come semplificare il compito o cambiare gli aiuti.
  3. Feedback concordato. Chiedi al logopedista come rispondere agli errori. Puoi offrire un modello con naturalezza ("È una mela"), senza giudicare né insistere sulla ripetizione. Nella conversazione, dai valore al messaggio anche quando arriva con un gesto o un disegno.

Ogni esercizio qui sotto si può fare con carta e oggetti di casa. Li abbiamo ordinati come i sei percorsi di AfaSys, lo strumento di pratica linguistica di questo sito. I riquadri descrivono le funzioni dell'app: il richiamo a metodi studiati non dimostra l'efficacia clinica di AfaSys né garantisce che sia adatto alla singola persona.

1. Denominazione: trovare la parola

Cosa serve: oggetti di casa o fotografie di oggetti comuni (tazza, chiavi, occhiali, telefono).

Come si fa: scegli un oggetto familiare e chiedi come si chiama, se questo è il compito concordato. Se la parola non arriva, il logopedista può indicare quali aiuti provare: un indizio sul significato ("serve per bere"), il suono iniziale o la parola intera. Tipo e ordine degli aiuti dipendono dalla persona; non è necessario usarli tutti o chiedere sempre di ripetere.

Quanto dura: per esempio, poche parole scelte insieme; anche meno di 5 se è sufficiente.

Errore da evitare: scegliere parole solo perché sembrano facili. Preferisci oggetti e parole significativi per la persona, con la difficoltà concordata.

Con AfaSys (percorso Denominazione): la persona guarda l'immagine di un oggetto o di una situazione quotidiana e cerca la parola, scrivendola o, se si attiva la voce, dicendola. Il pulsante Aiuto propone una sequenza prevista dall'app: una descrizione breve, l'area a cui appartiene la parola, la prima lettera, poi la prima parte della parola con il numero di sillabe. Si parte dalle parole di casa e tavola e si arriva a servizi e spostamenti. L'app tiene sul dispositivo un diario della pratica: registra, per ciascuna area di parole, quante volte sono serviti gli aiuti e suggerisce quali aree riprendere. È un promemoria di esercizio, non una valutazione della persona.

Prova questo esercizio nell'app →

2. Comprensione: ascolta e indica

Cosa serve: tre o quattro oggetti sul tavolo, o le loro fotografie.

Come si fa: puoi proporre "Indicami la tazza" tra pochi oggetti riconoscibili. Il numero di alternative e la loro somiglianza vanno adattati. Descrizioni e frasi sono possibili varianti, da concordare. Se la persona non risponde, lascia tempo e prova a ripetere con calma; se non basta, usa il supporto indicato dal logopedista, per esempio un gesto o una parola scritta.

Quanto dura: per esempio, poche richieste con pause, senza dover completare una serie.

Errore da evitare: ripetere o cambiare la richiesta molte volte senza lasciare tempo. Se la consegna resta poco chiara, semplificala o cambia supporto secondo le indicazioni ricevute.

Con AfaSys (percorso Comprensione): la persona ascolta o legge una parola, una breve descrizione o una frase e sceglie l'immagine giusta tra un massimo di quattro. All'inizio le alternative sono molto diverse tra loro; nei passaggi successivi diventano più vicine (le "categorie vicine"). È una progressione dell'app, da valutare con il logopedista rispetto alle esigenze della persona. Gli aiuti contestuali compaiono se servono.

3. Lettura: parole e frasi brevi

Cosa serve: parole scritte grandi e chiare su fogli o cartoncini, poi frasi brevi.

Come si fa: scegli parole o brevi testi utili e leggibili. Abbinare una parola a un oggetto e leggerla ad alta voce sono compiti diversi: il logopedista aiuta a scegliere quale proporre. La lettura ad alta voce non dimostra, da sola, la comprensione. La lettura insieme può essere un supporto, se adatto alla persona; non occorre passare sempre dalle parole alle frasi nello stesso ordine.

Quanto dura: per esempio, pochi minuti, da adattare alla fatica e alle indicazioni ricevute.

Errore da evitare: proporre testi troppo impegnativi o poco interessanti. Anche un titolo di giornale o un messaggio personale può essere adatto, se scelto e presentato con i supporti necessari.

Con AfaSys (percorso Lettura): parole e frasi brevi compaiono una alla volta, con caratteri grandi, da abbinare all'immagine giusta. Si parte dalle parole di casa più familiari e si arriva a cartelli, messaggi e frasi utili di quartiere. Quando serve entra la lettura accompagnata: l'app legge il testo ad alta voce, aggiunge un supporto visivo e una domanda chiusa, e suggerisce a chi accompagna di leggere una volta sola, aspettare qualche secondo e aiutare un passo per volta.

4. Scrittura: dalla copia alla parola

Cosa serve: carta, penna grossa, parole modello scritte in stampatello.

Come si fa: copia, completamento e scrittura del nome di un oggetto sono possibili attività, da scegliere in base alle difficoltà e agli obiettivi. Usa parole significative, come il proprio nome o un messaggio utile. Se scrivere a mano è difficile, valuta con i professionisti una tastiera o altri supporti: anche questi possono richiedere adattamenti.

Quanto dura: per esempio, poche parole o un breve messaggio, senza una quantità da raggiungere.

Errore da evitare: applicare sempre lo stesso criterio di correzione. Per un messaggio quotidiano conta che sia comprensibile; in un esercizio specifico, concorda con il logopedista quali errori riprendere e come.

Con AfaSys (percorso Scrittura): la persona guarda l'immagine e scrive la parola con la tastiera. L'app accetta le forme quasi corrette e lo dice ("forma corretta: …"), offre aiuti sui suoni iniziali e concede tre tentativi prima di mostrare la parola. Si parte da parole frequenti da copiare o completare con il supporto dell'immagine e si arriva a parole ed espressioni utili con meno aiuti. La tastiera evita la scrittura a mano, ma il suo uso può richiedere supporti per le difficoltà motorie, visive o linguistiche.

5. Routine quotidiana: le richieste che servono davvero

Cosa serve: niente, o gli oggetti della situazione che scegliete.

Come si fa: scegliete insieme una situazione importante della giornata (a tavola, in farmacia, durante una visita) e una richiesta utile, come "Passami il pane" o "Vorrei fissare una visita". Provate a esprimerla con i mezzi più accessibili: parole, gesti, immagini o un messaggio scritto. Con il supporto necessario, potete poi usarla nella situazione reale.

Quanto dura: può bastare una situazione scelta insieme, senza ripetizioni obbligatorie.

Errore da evitare: imporre una frase o pretendere che sia detta senza aiuti. Scegliete parole e modalità che rispettino lo stile e le preferenze della persona.

Con AfaSys (percorso Routine quotidiana): scene concrete (casa, farmacia, spesa, una visita da fissare) con una domanda e alcune risposte brevi tra cui scegliere quella adatta. Si parte da tavola e bisogni immediati e si arriva a spostamenti e comunicazione utile. Dopo l'esercizio l'app suggerisce di riprendere la stessa richiesta in una situazione reale della giornata, con gli aiuti necessari. Eseguire il compito sullo schermo non garantisce di riuscire a comunicare la stessa richiesta nella vita quotidiana.

6. Analisi semantica: descrivere la parola prima di dirla

Cosa serve: un oggetto o una fotografia per volta.

Come si fa: se il logopedista ritiene adatta questa attività, esplorate alcune caratteristiche di un oggetto: a che gruppo appartiene, a cosa serve, come si usa, com'è, dove si trova e a cosa fa pensare. Non occorre affrontare tutte le domande né seguire un ordine fisso. Accetta gesti, disegni e indicazioni. Descrivere le caratteristiche può sostenere la ricerca della parola, ma non garantisce che arrivi. Produrre elenchi, come "tre frutti", è un compito diverso e non necessariamente più semplice.

Quanto dura: può bastare un oggetto, con poche domande e le pause necessarie.

Errore da evitare: trasformarlo in un interrogatorio o insistere su tutte le domande. Scegliete parole significative e riducete le richieste se risultano faticose.

Con AfaSys (percorso Analisi semantica): per ogni parola l'app propone le stesse sei dimensioni (gruppo, uso, azione, proprietà, luogo, associazione) e solo dopo chiede la parola. Si ispira alla Semantic Feature Analysis; questa ispirazione non equivale alla validazione clinica del percorso nell'app. Il riferimento è descritto nella pagina Fondamenti scientifici.

Due attività che non stanno nell'app (e vanno bene lo stesso)

AfaSys non include queste attività. Possono essere occasioni condivise, se gradite alla persona; per usarle come esercizi, chiedi al logopedista se e come proporle.

Quando serve il logopedista

È importante una valutazione logopedica tempestiva. Il logopedista valuta le abilità linguistiche e comunicative e concorda gli obiettivi con la persona e i familiari. Può insegnare strategie per la vita quotidiana e scegliere se, quando e come proporre attività a casa. Le proposte di questa pagina non sostituiscono quel lavoro: un compito non adatto può essere poco utile o frustrante.

Come trovarlo:

Chiedi al logopedista quali esercizi fare a casa e con quale frequenza. Se usate AfaSys, mostraglielo e portagli il report PDF che l'app genera: è una traccia della pratica fatta a casa, non una valutazione, e gli permette di dirti su quali percorsi concentrarvi.

Gli errori più comuni dei familiari

Accompagnare una persona con afasia richiede adattamenti e può essere faticoso. Queste situazioni sono comuni: riconoscerle serve a trovare un equilibrio, non ad attribuire colpe.

Se decidi di usare AfaSys: cosa aspettarti

AfaSys è uno strumento di pratica linguistica a casa. Si usa da soli o insieme a un familiare, con calma e senza registrazione. Le cose utili da sapere prima di aprirlo:

Apri la prova gratuita →

Strumenti e risorse utili

Domande frequenti

L'afasia si guarisce?

Dipende dalla causa e dal quadro individuale. Dopo un ictus sono possibili miglioramenti anche importanti, ma possono restare difficoltà e nessuno può promettere un esito. Nelle afasie progressive gli obiettivi comprendono sostenere la comunicazione e adattare gli strumenti al cambiamento delle esigenze.

Quanto dura il percorso?

Dopo un ictus i cambiamenti sono spesso più rapidi nei primi mesi, ma possono continuare per anni. Durata, frequenza e obiettivi del supporto si rivalutano nel tempo. Nelle afasie progressive il percorso segue esigenze diverse, legate all'evoluzione della malattia.

Chi ha l'afasia capisce quello che gli dico?

La comprensione varia: parlare poco non significa necessariamente capire poco, e parlare fluentemente non garantisce una buona comprensione. Rivolgiti sempre alla persona con rispetto, come a un adulto, e verifica il messaggio con i supporti adatti.

Gli esercizi a casa servono davvero?

Le attività selezionate e adattate dal logopedista possono dare continuità al percorso. Non basta accumulare minuti o risposte corrette: contano anche gli obiettivi, i supporti e la possibilità di usare quanto praticato nella vita quotidiana. Gli studi su altri programmi non dimostrano automaticamente l'efficacia di una specifica app.

A cosa serve un'app come AfaSys?

A dare continuità alla pratica tra una seduta e l'altra: esercizi pronti ogni giorno, aiuti e livello di supporto che si regolano in base alle risposte date durante la pratica, senza preparare materiale. È uno strumento di pratica, non un dispositivo medico: non sostituisce la valutazione e il piano del logopedista.

Fonti e limiti della guida

Aggiornamento editoriale: 19 settembre 2026. Le fonti aiutano a inquadrare l'afasia e il supporto alla comunicazione; non attestano una revisione professionale di questa guida né una validazione clinica di AfaSys.


Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico, del logopedista o del neuropsicologo. È stata redatta, come AfaSys, con riferimento alla letteratura scientifica internazionale sull'afasia e sulla pratica linguistica (vedi Fondamenti scientifici): chiedi comunque al logopedista che segue la persona quali attività sono adatte al suo caso. AfaSys è uno strumento di pratica linguistica; non è un dispositivo medico ai sensi del Reg. (UE) 2017/745, non formula diagnosi, non prende decisioni sulla salute e non promette miglioramenti. Ogni riferimento a farmaci negli esempi e negli esercizi ha finalità esclusivamente linguistica: l'assunzione di medicinali segue solo la prescrizione del medico curante.